26 maggio 2026 Negli ultimi anni molto clamore, nel mondo dell'arte contemporanea, ha sucitato il termine NTF(Non-Fungible Token) associato a tecnologia blockchain e Crypto Art. Pur non essendo il sottoscrito sprovvisto di nozioni tecnico-informatiche, questi termini mi sono sin dall'inizio risultati del tutto sconosciuti. Oggi sappiamo che NTF è un certificato digitale di autenticità e proprietà. Grazie alla tecnologia blockchain rende un'opera d'arte digitale in un bene unico e non replicabile.
Opera di Beeple
Come per tutte le novità molto si e scritto nonchè discusso su questo argomento che a detta di molti doveva essere la rivoluzione dell'arte contemporanea e che avrebbe portato benefici sull'attuale situazione stagnante del mondo creativo. Molti artisti sono stati attratti da subito dalla prospettiva di facili quadagni. La notizia che nel 2021 Everydays: The First 5000 Days, un collage di 5.000 opere di Beeple, fosse stata venduta da Christie's per 69,3 milioni di dollari ha certamente contribuito alla corsa verso gli NTF. Come novelli cercatori d'oro schiere di artisti, collezionisti e mercanti d'arte hanno affolato le compravendite virtuali della prima ora.
Agli inizi un certo numero di artisti hanno indubbiamente benficiato di questa momentanea euforia ma oggi, anno 2026, dubito che si possa ancora parlare di grande evoluzione nonché rivoluzione dell'arte sia essa digitale o non. A tal proposito ecco un breve estratto tratto da Italian Art Journal: Ciò che sta accadendo nel 2026 è una ridefinizione profonda di cosa significhi “NFT”. Il mercato ha subito una profonda trasformazione, abbandonando la bolla speculativa per abbracciare una nuova era di utilità funzionale, guidata da tre pilastri chiave: sviluppo infrastrutturale, gaming basato su blockchain e tokenizzazione di asset reali.
Tradotto in termini concreti: gli artisti non stanno più coniando NFT solo per venderli a prezzi astronomici a collezionisti speculativi. Stanno usando la tecnologia blockchain per creare nuove forme di proprietà digitale, per garantire royalty automatiche sulla rivendita, per costruire comunità attorno alle loro opere, per sperimentare con arte generativa e programmabile.
Il punto chiave è questo: il mercato dell’arte NFT è crollato, ma il mercato NFT nel suo complesso si è trasformato. Nel 2025, il gaming è emerso come principale driver dell’attività NFT, rappresentando il 38% di tutte le transazioni on-chain. Gli NFT non sono scomparsi, hanno solo smesso di essere principalmente speculazione su jpeg di scimmie annoiate per diventare infrastruttura funzionale.
Come era avvenuto tempo addietro per l'edilizia, quindi, la bolla speculativa si è ridimensionata e si sta tornando alla normalità. Per quanto mi riguarda l'unica esperienza con i Non-Fungible Token si è ridotta ad alcuni contatti di pseudo estimatori d'arte che mi hanno contattato per le mie opere. Dato che non intendevo pagare per gestire i NTF la cosa è finita li. Ciò non toglie che essendo questa tecnologia in continua evoluzione non possa essere interessante per il mondo dell'arte. Sarà il tempo a decretarne il successo o l'insucesso.
Prima dell'avento speculativo, però, ci sono stati dei pionieri, a partire dagli anni Sessanta, che hanno creato un nuovo linguaggio creativo basato sulla tecnologia informatica. Questo sparuto gruppo di artisti provenienti da tutto il globo hanno reso possibile la fruizione di opere digitali di altissimo contenuto sia tecnologico che creativo. Anche l'Italia annovera alcuni di questi pionieri e tra le Regioni italiane anche il Friuli Venezia Giulia.
L’arte digitale nella regione Friuli Venezia Giulia è protagonista sin dagli anni Sessanta e Novanta. Grazie, infatti, ad artisti quali Edward Zajec, Matjaž Hmeljak, Mauro Mauri e Paul David Redfern. Il capoluogo giuliano e la provincia di Gorizia sono entrambe pioniere di questi nuovi linguaggi espressivi. In questi quattro personaggi si può concretizzare la storia dell'arte digitale giuliana (Mauri), nazionale (Hmeljak, Redfern) ma anche internazionale (Zajec).
Opera di Zajec
Ovviamente con gli anni successivi altri autori si sono avventurati nell'intricato mondo digitale e a farsi conoscere in qualità di artisti digitali. La génesis o, se vogliamo la genesi, inizia, però, da questi quattro pionieri gliuliani.
Edward Zajec nasce a Trieste nel 1938, studia pittura in Slovenia e Grecia e inizia a lavorare con il computer nel 1968 mentre insegna Pittura, Disegno Figurativo e Litografia al Carleton College di Northfield, Minnesota. Negli anni Settanta, e per un breve periodo, vive a Trieste e collabora con il Computer Center dell’Università giuliana. In quell'occasione incontra Matjaž Hmeljak e collabora con lui realizzando i primi progetti digitali. Attaulmente è inserito nel DAM ( Digital Art Museum ) ossia la piattaforma online per la storia e la pratica dell'arte digitale. Essa presenta opere d'arte selezionate, biografie e testi degli artisti più influenti nella storia dell'arte digitale a partire dagli anni Sessanta assieme a cronologie di eventi e pietre miliari tecnologiche degli ultimi decenni.
Il secondo pioniere è certamente Hmeljak che ha iniziato ad interessarsi all'arte tecnologica collaborando proprio con Edward Zajec (1970). Sono di questo periodo i progetti che sfruttavano le funzioni algoritmiche dei processori per ottenere rappresentazioni grafiche. A partire dagli anni Ottanta, però, l’artista ha iniziato realizzare i propri programmi, frutto di algoritmi elaborati al computer, per la creazione delle sue opere digitali. Al contrario di quanto avviene oggi, con le immagini create dalla Intelligenza Artificiale, è Hmeljak che decide quale sarà il risultato finale. Egli è uno degli interpreti più significativi dell’arte digitale definita come espressionismo geometrico astratto. Matjaž Hmeljak, dunque, può essere definito algorista, ossia, che utilizza gli algoritmi per creare le proprie opere.
Opera di Hmeljak
Per quanto concerne la Provincia di Gorizia uno dei protagonisti è il pittore Mauro Mauri che alla fine degli anni Ottanta fu tra i primi artisti goriziani a cimentarsi con il computer e relativi programmi grafici. Artista poliedrico, forte colorista, è riuscito a trasferire tutta l'esperienza acquisita negli anni dedicati alla pittura al digitale. E' catalogato, in qualità di artista, nell'ERPAC ( Ente Regionale Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia). Lascia alle sue spalle un percorso artistico ultra trentennale, iniziato negli anni Cinquanta, nel corso del quale ha realizzato numerosi lavori pittorici, affreschi, installazioni sino alle ultime creazioni digitali.
Parte del suo patrimonio artistico, per volontà dell'artista stesso, fanno parte, oltre che nelle svariate collezioni pubbliche e private, della Pinacoteca della Provncia di Gorizia e del virtualGmuseum, primo museo virtuale goriziano, dedicato all'arte digitale.
Opera di Mauri
Per quanto riguarda l'artista Redfern , ossia lo scrivente, il percorso artistico inizia negli anni Ottanta con il collage tradizionale per convergere nel digitale nei primi anni Novanta. Abbraccio la fotografia e con l'ausilio della tecnologia dell'epoca creo le prime immagini fotografiche digitali denominate Photomorfosi. Considerato tra i padri della fotografia artistica digitale italiana dal 2014 sono Cavaliere della Repubblica Italiana nonchè catalogato, assieme a Mauri, nell' ERPAC. Alcune mie opere sono attualmente fruibili al Museo nazionale d'Arte Contemporanea di Fiume (Croazia) e presso il MOCA Virtual Museum dello Stato di New York nonchè al Museo della 500 di Calascibetta (EN) in Sicilia.
Opera di Paul David Redfern
In tempi recentissimi, e rimanendo in tema di NTF, non si può certamente non citare gli Hackatao (Sergio Scalet e Nadia Squarci). Considerati tra i pionieri del mondo Crypto Art e NFT. Le loro opere sono dedicate ai Podmork delle stravaganti creature totemiche. Anche in questo caso il Friuli Venezia Giulia è stato all'avanguardia per quanto riguarda la sperimentazione di nuovi linguaggi artistici. Da sottolineare, per coloro che interessa l'aspetto commerciale, che il 16 maggio 2020, l'opera d'arte I've Got the Power è stata acquistata nel mercato secondario per Eth 45, un equivalente di $ 9.000.
Opera di Hackatao





