Proseguendo alla "scoperta" degli artisti presenti alla Biennale di Manduria mi sono reso purtroppo conto che, ahimé, alla serata conclusiva non c'é stato il tempo per conoscere personalmente tutti gli artefici della "kermesse" artistica.
Alcuni sono riuscito ad avvicinarli e ho perciò dialogato con loro e ho avuto uno scambio di opinioni e pensieri. La maggiorparte, però, mi sono stati descritti da Paolo Di Marco.
Per tale motivo mi soffermerò soltanto su alcuni artisti. Questo non significa che quelli esclusi non sono interessanti, "au contraire"! Auspico comunque di avere modo in futuro di "confrontarmi" con loro e soprattutto con le loro opere.
Proseguendo, quindi, con la presentazione artistica mi fa piacere far conoscere l'artista Amanda Librale tramite la recensione critica di Giuseppina Mastrovito (Operatore Beni Culturali-Indirizzo Informatico) seguita da alcune elucubrazioni personali.
Osservando l'opera artistica di Amanda Librale in mostra alla Biennale di Manduria il rimando alla Pop Art e al fumetto è immediato per l' uso dei colori vivaci e forti e per i contorni molto netti e decisi, caratteristiche, queste, che rinviano decisamente alla grafica pubblicitaria.
Lo stile fumettistico dell'artista narra in modo leggero, soft, il vissuto quotidiano fatto di musica e appuntamenti tra amici mentre nella trasparenza dei colori azzurro mare e rosa emerge con forza tutta la freschezza del volto di una giovane donna dallo sguardo intenso e dal tratto marcato ed energico.
L' autrice con la sua opera in mostra racconta il proprio universo invitando lo spettatore a condividere assieme mondi alternativi nella partecipazione e nell'immaginazione.
Giuseppina Mastrovito
Amanda Librale, pugliese doc, si forma artisticamente a Lecce. È laureata, infatti, in conservazione dei beni culturali presso l’Ateneo della cittá barocca. Perfeziona successivamente la sua tecnica a Firenze e a Milano.
Alla Biennale mi ha immediatamente attirato un ritratto di giovane donna. Il tratto deciso, i colori forti e ben marcati, seppur riconducibili al "modus operandi" prettamente maschile, emanava in toto la femminilità e l'animo gentile dell'autrice.
Osservando, come di norma faccio, più da vicino l'opera ho notato che l'artista utilizza anche la china per l'esecuzione finale.
La china, utilizzata nel mondo dei fumetti, amumenta e rende più marcati i contorni rendendo più incisivo il risultato finale. Ed è quello che è ben evidente nei ritratti di Amanda.
Nei suoi più recenti lavori, alcuni senza l'intervento della china, forse si può notare dei riferimenti a Warhol e la Pop Art ma il suo tratto distintivo rimane sempre riconoscibile e questo, se mi è concesso, e quello che indentifica l'artista dalla mediocrità.
Cav. Paul David Redfern
Alcuni sono riuscito ad avvicinarli e ho perciò dialogato con loro e ho avuto uno scambio di opinioni e pensieri. La maggiorparte, però, mi sono stati descritti da Paolo Di Marco.
Per tale motivo mi soffermerò soltanto su alcuni artisti. Questo non significa che quelli esclusi non sono interessanti, "au contraire"! Auspico comunque di avere modo in futuro di "confrontarmi" con loro e soprattutto con le loro opere.
Proseguendo, quindi, con la presentazione artistica mi fa piacere far conoscere l'artista Amanda Librale tramite la recensione critica di Giuseppina Mastrovito (Operatore Beni Culturali-Indirizzo Informatico) seguita da alcune elucubrazioni personali.
Osservando l'opera artistica di Amanda Librale in mostra alla Biennale di Manduria il rimando alla Pop Art e al fumetto è immediato per l' uso dei colori vivaci e forti e per i contorni molto netti e decisi, caratteristiche, queste, che rinviano decisamente alla grafica pubblicitaria.
Lo stile fumettistico dell'artista narra in modo leggero, soft, il vissuto quotidiano fatto di musica e appuntamenti tra amici mentre nella trasparenza dei colori azzurro mare e rosa emerge con forza tutta la freschezza del volto di una giovane donna dallo sguardo intenso e dal tratto marcato ed energico.
L' autrice con la sua opera in mostra racconta il proprio universo invitando lo spettatore a condividere assieme mondi alternativi nella partecipazione e nell'immaginazione.
Giuseppina Mastrovito
Amanda Librale, pugliese doc, si forma artisticamente a Lecce. È laureata, infatti, in conservazione dei beni culturali presso l’Ateneo della cittá barocca. Perfeziona successivamente la sua tecnica a Firenze e a Milano.
Alla Biennale mi ha immediatamente attirato un ritratto di giovane donna. Il tratto deciso, i colori forti e ben marcati, seppur riconducibili al "modus operandi" prettamente maschile, emanava in toto la femminilità e l'animo gentile dell'autrice.
Osservando, come di norma faccio, più da vicino l'opera ho notato che l'artista utilizza anche la china per l'esecuzione finale.
La china, utilizzata nel mondo dei fumetti, amumenta e rende più marcati i contorni rendendo più incisivo il risultato finale. Ed è quello che è ben evidente nei ritratti di Amanda.
Nei suoi più recenti lavori, alcuni senza l'intervento della china, forse si può notare dei riferimenti a Warhol e la Pop Art ma il suo tratto distintivo rimane sempre riconoscibile e questo, se mi è concesso, e quello che indentifica l'artista dalla mediocrità.
Cav. Paul David Redfern


