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Biennale Manduria: Cosimo Di Maggio

Durante la visita alla Biennale manduriana appena sono entrato ho immediatamente notato due "oggetti" che hanno suscitato in me curiosità e rispetto.

La curiostà è stata subito appagata osservando da vicino i manufatti. In sintesi due opere d'arte in miniatura. L'artefice ora mi è noto: Cosimo Di Maggio.

Il rispetto, invece, è quello che dovrebbe esserci tra gli artisti. E quindi da artista ad artista " chapeau"!, Cosimo.
Utilizzando materiali "umili", ma non per questo non degni di essere usati, l'artista crea opere astratte dall'aspetto effimero ma al contempo tangibili e di uso "pratico", come ad esempio, quelle esposte alla biennale. Esposte,infatti, due splendide lampade molto molto interessanti.

Un classico esempio di come la creatività puo essere, non soltanto fine a se stessa, ma anche molto utile.
Cav. Paul David Redfern

Di seguito i cenni critici di Giuseppina Mastrovito (Operatore Beni Culturali-Indirizzo Informatico).

Alla Biennale di Manduria è andata in scena "la luce" di Cosimo di Maggio. Opere scultoree di elegante bellezza che raccontano un estro davvero singolare.

La scelta del materiale è rispettosa della natura frutto di un' attenta e "appassionata osservazione della trasformazione naturale delle piante di vite e di ulivo", piante che in questa terra così generosa, affondano le proprie radici nella notte dei tempi.

Il tempo, lasciato libero di forgiare la forma dei tronchi degli ulivi e delle viti, regala all' artista le proprie creature per essere trasformate sapientemente in opere d'arte.

Una sinergia carica di passione e amore che trasmette forza e vitalità e che, allo sguardo dell'osservatore, desta stupore e meraviglia.

Una luce soffusa è diffusa all' interno di forme svariate, "originali" nella creazione , realizzate con carta di gelso, materiale che conferisce alla scultura leggerezza, poesia ed emozione autentica.

Cosimo Di Maggio ha fatto dell' originalità il punto di forza della propria arte e della natura la cooperatrice più preziosa.


Giuseppina Mastrovito