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Museo Archeologico di Oria

Visitando Oria, cittadina collinare pugliese, una meta da non perdere è certamente il Museo Archelogico.

Ospitato nel settecentesco Palazzo Martini è stato allestito, con nuova "veste", grazie ai fondi regionali e comunali ed è sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica per la Puglia e del Dipartimento dei Beni Culturali della Università del Salento.

La nuova esposizione museale, disposta in dieci sale, mi ha piacevolmente colpito poiché ho subito notato la cura dei dettagli e della disposizione dei reperti. Dato che ho visitato, in questi anni, più volte il "Palazzo" posso confermare che sono stati fatti notevoli cambiamenti e tutti positivi.

Il museo di Oria è, secondo il mio parere, una piccola gemma preziosa che non deve passare inosservata. Ovviamente non possono esserci confronti con il Museo di Manduria o quello di Taranto ma nel suo piccolo Oria presenta una sintesi completa di quello che la terra dei Messapi ci offre.

All'internto si trova il plastico di Hyria città Hellenica riconducibile all'attuale Oria e proseguendo il percorso troviamo nozioni sugli usi, i costumi, le tradizioni, e le culture delle civiltà dei Messapi.

Nelle teche superbi corredi funerari, depositi votivi, vario vasellame dalla raffinatissima arte decorativa tra geometrico e figurativo, manufatti di materiali vari come il bronzo, l'avorio, paste vitree, ecc.

Non mancano le figure religiose forgiate da mani esperte che hanno plasmato la terracotta ricreando le figure dedicate a Demetra, Persefone e Afrodite.

Concluso il percorso museale salendo al piano superiore il visitatore può addentrarsi in un altro mondo più attuale ma non meno interessante: l' Arte contemporanea. In una unica sede il fruitore può così mettere a confronto due mondi ed ere diverse ove arte e cultura si incontrano per la "crescita" personale di coloro che visitano il Palazzo Martini.

Cav. Paul David Redfern