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Il "Ta Tze Bao" di Alberto Gallingani

Nell'attuale mondo telematico dove con l'avvento dell'Intelligenza Artificiale tutti si credono "artisti", ci sono, e per fortuna, artisti che per esprimere il proprio pensiero non hanno neccessità di utilizzare la moderna tecnologia. E lo sta scrivendo colui che del digitale ne ha fatto arte.

Alberto Gallingani è uno di questi importanti artisti. Nato a Firenze, nel 1938, entra in contatto con il mondo artistico sin da piccolo. Infatti in età adolescienziale "scopre" il Manifesto dell’Astrattismo Classico che ne segna indelibilmente il suo percorso artistico. All'epoca aveva 12 anni.


Dopo anni di esperienze pittoriche si concentra nella sintesi della sua comunicazione visiva. Linee pulite, segni grafici "decisi" per "rafforzare" il messaggio, sono concetti che Gallingani fissa sia sulla tela, ma anche sui più svariati supporti, affinchè il messaggio venga percepito in ogni sua singola "lettera".

Le opere appartenenti al ciclo “AGN”, realizzate dal 2010 a oggi, in cui il colore e il segno rispecchiano l'attuale realtà storico sociale, sono a mio avviso una sorta di moderno ta tze bao ("giornale a grandi caratteri") con il quale l'artista toscano cerca una via d'uscita, o meglio, un'alternativa alle ingiustizie quotidiane.

Cav. Paul David Redfern

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