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Palazzo Martini, Oria: Donato Bruno Leo

Entrando a Oria, nella provincia di Brindisi, e salendo nel centro storico, di per sè già valido motivo per una visita, nella sede del Museo Archelogico il visitatore ha la possibiltà di approfondire la propria conoscenza dell'arte contemporanea. Nel settecentesco Palazzo Martini, infatti, al piano superiore è ubicato uno spazio dedicato completamente all'esposizione di artisti contemporanei e non solo. Attualmente fino al 25 ottobre è possibile visitare la personale dell'artista Donato Bruno Leo . Il titolo della mostra: "Densità del vuoto". L'esposizione è stata curata da Dores Saquegna . Curatrice nonché Art director, ideatrice dello spazio Primo Piano Livin Gallery a Lecce, organizzatrice di mostre ed eventi d'arte contemporanea nazionali e internazionali. L'artista presentato in quest'occasione è nato ad Oria nel 1957 e opera su più "fronti" spaziando dalla pittura, scultura, fotografia sino all'arte "in movimen...

Museo Archeologico di Oria

Visitando Oria, cittadina collinare pugliese, una meta da non perdere è certamente il Museo Archelogico. Ospitato nel settecentesco Palazzo Martini è stato allestito, con nuova "veste", grazie ai fondi regionali e comunali ed è sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica per la Puglia e del Dipartimento dei Beni Culturali della Università del Salento. La nuova esposizione museale, disposta in dieci sale, mi ha piacevolmente colpito poiché ho subito notato la cura dei dettagli e della disposizione dei reperti. Dato che ho visitato, in questi anni, più volte il "Palazzo" posso confermare che sono stati fatti notevoli cambiamenti e tutti positivi. Il museo di Oria è, secondo il mio parere, una piccola gemma preziosa che non deve passare inosservata. Ovviamente non possono esserci confronti con il Museo di Manduria o quello di Taranto ma nel suo piccolo Oria presenta una sintesi completa di quello che la terra dei Messapi ci offre. All...

Biennale Manduria: Paolo Di Marco

Il primo contatto con l'artista friulano Di Marco, che chiude questo breve escursus sulla Biennale manduriana, è avvenuto alla serata conclusiva dell'evento culturale. Artista senza alcun dubbio pieno di vitalità, creatività e curiosità nello sperimentare, Paolo Di Marco è stato per me una vera sorpresa. Molto intetessanti le sperimentazioni fotografiche nonché quelle "meccaniche". Quello che però, data la mia natura digitale, mi ha veramente coinvolto e stimolato sono stati i ritratti digitali ove lo sfondo veniva creato con un particolare procedimento. In sintesi i visitatori con un martello colpivano lo schermo di un vecchio televisore. Dopodichè l'artista con una sua particolare tecnica recuperava il risultato per inserirlo nei ritratti digitali. Nell'immagine sottostante un esempio di questa tecnica. Di seguito la critica a cura di Giuseppina Mastrovito (Operatore Beni Culturali - Indirizzo Informatico). Alla Biennale di Manduria Pao...

Biennale Manduria: Cosimo Di Maggio

Durante la visita alla Biennale manduriana appena sono entrato ho immediatamente notato due "oggetti" che hanno suscitato in me curiosità e rispetto. La curiostà è stata subito appagata osservando da vicino i manufatti. In sintesi due opere d'arte in miniatura. L'artefice ora mi è noto: Cosimo Di Maggio . Il rispetto, invece, è quello che dovrebbe esserci tra gli artisti. E quindi da artista ad artista " chapeau"!, Cosimo. Utilizzando materiali "umili", ma non per questo non degni di essere usati, l'artista crea opere astratte dall'aspetto effimero ma al contempo tangibili e di uso "pratico", come ad esempio, quelle esposte alla biennale. Esposte,infatti, due splendide lampade molto molto interessanti. Un classico esempio di come la creatività puo essere, non soltanto fine a se stessa, ma anche molto utile. Cav. Paul David Redfern Di seguito i cenni critici di Giuseppina Mastrovito (Operatore Beni Culturali-Indirizzo...

Biennale Manduria: Carla Sello

Alla Biennale di Manduria alcune opere mi erano famigliari, o meglio, mi ricordavano degli artisti a me noti. Tra questi la friulana Carla Sello . Il cognome svela le origini udinesi ove l'artista è nata. Dopo varie esperienze in Toscana (Firenze), nel settore grafico, si trasferisce nella "Capitale" ove mette a disposizione della comunità academica la sua esperienza artistica. Attualmente insegna all'Accademia di Belle Arti di Lecce senza trascurare le molteplici esperienze artistiche internazionali. Anche quest'artista utilizza, per le proprie opere, materiali di scarto e per la maggiorparte provenienti dal "mondo" della plastica. Il risultato finale, visibile nella prima immagine, e veramente stupefacente. L'artista spazia tra le varie tonalità che la "tavolozza" di polimeri mette a disposizione e i risultati sono visibili in questo post anche se, a onor del vero, le foto non rendono "giustizia" se paragonate alle ope...